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Epilessia pediatrica resistente al trattamento, l’aggiunta di cannabidiolo riduce le crisi di almeno il 50%

Per l’epilessia a insorgenza pediatrica resistente al trattamento, i cannabinoidi sono efficaci come trattamento aggiuntivo per ridurre la frequenza delle crisi di almeno il 50%, secondo una review pubblicata online sul “Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry”, rivista del “British Medical Journal”.

Un gruppo di ricercatori guidati da Emily Stockings, del National Drug and Alcohol Research Centre di Sydney (Australia) hanno riesaminato le prove per i cannabinoidi come trattamenti aggiuntivi per l’epilessia resistente al trattamento.

Ricerca sistematica, con identificazione di 36 studi sottoposti ad analisi
Gli autori hanno effettuato una ricerca sistematica su Medline, Embase e PsycINFO nell’ottobre 2017. I dati analizzati sono stati tratti da 36 studi identificati: sei studi randomizzati controllati (RCT) e 30 studi osservazionali. L’età media dei partecipanti era di 16,1 anni (range: 0,5-55 anni).

Gli outcome di interesse erano una riduzione delle crisi pari o superiore al 50%, la completa libertà dagli attacchi e una migliore qualità della vita (QoL). La tollerabilità e la sicurezza sono state valutate mediante prelievi in corso di studio, eventi avversi (AE) e gravi eventi avversi (SAE).

I ricercatori hanno scoperto che, rispetto al placebo, il cannabidiolo (CBD) alla dose di 20 mg/kg/die era più efficace nel ridurre la frequenza delle crisi del 50% o più (rischio relativo, RR: 1,74; IC 95% 1,24-2,43; dati relativi a 2 RCT per 291 pazienti con basso rating GRADE (Grades of Recommendation, Assessment, Development and Evaluation).

Il numero necessario di pazienti da trattare con CBD per sperimentare una riduzione pari o superiore delle crisi comiziali si è attestata a 8 (IC 95% 6-17).

Totale libertà dalle crisi e qualità della vita, migliori risultati rispetto al placebo
Il CBD è risultato anche più efficace del placebo nel raggiungere la completa libertà dalle crisi (RR 6,17, IC 95% da 1,50 a 25,32, in 3 RCT per 306 pazienti, basso punteggio GRADE) e nel miglioramento della QoL (RR 1,73, IC 95% 1,33-2,26); peraltro ha aumentato il rischio di AE (RR 1,24, IC 95% 1,13-1,36) e SAE (RR 2,55, IC 95% 1,48-4,38).

Raggruppati in 17 studi osservazionali, il 48,5% (95% IC 39,0% – 58,1%) dei pazienti ha riportato una riduzione del 50% o più delle convulsioni; in 14 studi osservazionali l’8,5% (IC 95% da 3,8% a 14,5%) erano liberi da crisi. Dodici studi osservazionali hanno riportato un miglioramento della QoL (55,8%, IC 95% da 40,5 a 70,6); 50,6% (IC 95% da 31,7 a 69,4) AE e 2,2% (95% CI da 0 a 7,9) SAE.

Due messaggi-chiave
«Il CBD di grado farmaceutico come trattamento adiuvante nell’epilessia a insorgenza pediatrica resistente ai farmaci può ridurre la frequenza delle crisi» scrivono gli autori.

«I trial RCT esistenti sono per lo più eseguiti in campioni pediatrici con sindromi epilettiche rare e gravi» osservano infine gli autori. Pertanto «sono necessari studi RCT che esaminino altre sindromi e cannabinoidi».

Riferimento bibliografico:
Stockings E, Zagic D, Campbell G, et al. Evidence for cannabis and cannabinoids for epilepsy: a systematic review of controlled and observational evidence. J Neurol Neurosurg Psychiatry, 2018 Mar 6. pii: jnnp-2017-317168. doi: 10.1136/jnnp-2017-317168. [Epub ahead of print]

fonte: https://www.pharmastar.it/news/neuro/epilessia-pediatrica-resistente-al-trattamento-laggiunta-di-cannabidiolo-riduce-le-crisi-di-almeno-il-50-26299

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