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SLA, rischio ridotto da una dieta ricca in frutta e verdura ad alto tenore di antiossidanti e caroteni.

I responsabili della cura nutrizionale del paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) dovrebbero promuovere l’assunzione di frutta e verdura, dal momento che sono ad alto contenuto di antiossidanti e caroteni, i quali sono risultati associati a migliori performance motoria e funzionalità respiratoria alla diagnosi. Lo dimostra uno studio pubblicato on-line su JAMA Neurology.

Il ruolo della nutrizione nello sviluppo della malattia del motoneurone
«Vi è un crescente interesse circa il ruolo della nutrizione e dei fattori ambientali nella patogenesi e nella progressione della SLA» spiegano gli autori, coordinati da Jeri W. Nieves, del Dipartimento di Epidemiologia della Mailman School of Public Health, Columbia University, New York.

«Vi è qualche prova che il rischio di SLA aumenti con un’aumentata assunzione di macronutrienti quali carboidrati, glutamato e grassi, e con un basso intake di micronutrienti che includono la vitamina E, gli acidi grassi omega 3 polinsaturi e i carotenoidi, così come la frutta e la verdura, sebbene tale rischio non sia stato dimostrato in modo costante negli studi» aggiungono.

«Precedenti ricerche suggeriscono che lo stress ossidativo sia associato con la patogenesi della SLA e vi è qualche prova che i fattori della dieta possono aumentare o potenzialmente ridurre lo stress ossidativo» proseguono. «Tali studi, peraltro, non hanno valutato se i nutrienti o i cibi sono associati con la performance SLA o la funzione respiratoria in fase precoce dopo la diagnosi».

Utilizzando i dati provenienti da uno studio sulla progressione della SLA, Nieves e colleghi hanno effettuato questa analisi per esaminare le associazioni tra l’intake di nutrienti, da un lato, e la performance funzionale e la funzione respiratoria, dall’altro, al momento dell’ingresso del paziente nello studio.

Condotta un’analisi trasversale al basale di uno studio di progressione
I ricercatori hanno condotto un’analisi trasversale al basale dell’Amyotrophic Lateral Sclerosis Multicenter Cohort Study of Oxidative Stress study, condotto tra il marzo del 2008 e il febbraio del 2013, in 16 cliniche specializzate nel trattamento della SLA in tutti gli Stati Uniti su 302 pazienti con sintomi della patologia della durata massima di 18 mesi.

L’assunzione di nutrienti è stata misurata utilizzando una versione modificata del Block Food Frequency Questionnaire (FFQ). Gli outcome principali erano costituiti dalla performance funzionale dei pazienti SLA, misurata con l’ALS Functional Rating Scale-Revised (ALSFRS-R), e dalla funzione respiratoria, misurata attraverso la percentuale di capacità vitale forzata predetta (FVC).

Erano disponibili i dati al basale di 302 pazienti affetti da SLA (età media: 63,2 anni [range interquartile: 55,5-68,0 anni]; 178 uomini e 124 donne). L’analisi di regressione dei nutrienti ha rilevato che un maggiore intake di antiossidanti e caroteni dalle verdure era associato a più elevati punteggi ALSFRS-R o percentuali CVF.

Gli indici pesati in modo empirico utilizzando il metodo della regressione della somma del quantile ponderato per gruppi di micronutrienti “buoni” e gruppi di alimenti “buoni” sono risultati positivamente associati con i punteggi ALSFRS-R (beta: 2,7 e 2,9, rispettivamente) e la percentuale FVC (beta: 12,1 e 11,5) con un p <0,001. Associazioni positive e significative con i punteggi ALSFRS-R (beta: 1,5; p =0,02) e la percentuale FVC (beta: 5,2; p = 0,02) sono state rilevate anche in analisi esplorative per vitamine selezionate (vitamina C, E, A, D).
I micro e macronutrienti associati a migliori indici funzionali alla diagnosi
«I micronutrienti maggiormente pesati associati al punteggio ALSFRS-R sono risultati nutrienti ritenuti essere forti antiossidanti: la luteina, la zeaxantina e gli acidi grassi omega-3» osservano gli autori. «I componenti dominanti associati con la percentuale FVC sono stati gli acidi grassi omega-3 e gli acidi grassi omega-6 e le fibre presenti nel grano, nei vegetali e nella frutta. I principali componenti dei cibi buoni erano uova, pesce, pollame, oli benefici e verdura».
Questi cibi – commentano Nieves e colleghi – forniscono antiossidanti e sono tipicamente associati a una dieta sana. Al contrario il latte e i cibi carnei sono risultati altamente pesati in associazione negativa con il punteggio ALSFRS-R, forse come risultato di un più elevato intake di grassi e per la potenzialità di questi cibi di favorire lo stress ossidativo.
«A nostra conoscenza, questo è uno dei primi studi che abbia valutato la dieta in associazione con le misure di performance funzionale in pazienti SLA in vicinanza del momento della diagnosi» affermano gli autori. «La coerenza dei risultati usando due differenti metodi statistici aggiunge forza ai risultati. Dati longitudinali saranno comunque importanti per confermare tutti i risultati di questo studio così come per valutare il ruolo della nutrizione nella progressione della SLA».
Inoltre, aggiungono, «nonostante precedenti studi abbiano associato l’assunzione di cibi e nutrienti sani a un ridotto rischio di SLA, per la prima volta abbiamo dimostrato che i nutrienti antiossidanti sono associati a migliori performance funzionale e funzione respiratoria al momento della diagnosi».
«Antiossidanti, caroteni, frutta e verdura sono dunque risultati associati con una maggiore performance funzionale nei pazienti SLA al basale secondo la regressione degli indici di nutrienti e l’analisi della somma di regressione quantile ponderata. Infine» concludono gli autori «abbiamo dimostrato l’utilità del metodo di regressione della somma di quantile ponderato nella valutazione della dieta».
Nieves JW, Gennings C, Factor-Litvak P, et al. Association Between Dietary Intake and Function in Amyotrophic Lateral Sclerosis. JAMA Neurol, 2016 Oct 24. [Epub ahead of print]

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