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Huntington, test salivare rivela marker di malattia prima dell’esordio. Potenziali usi clinici importanti

Una nuova ricerca ha dimostrato che un semplice test sulla saliva in grado di rilevare la huntingtina (Htt), proteina che svolge un ruolo chiave nella malattia di Huntington, può costituire un marker precoce dell’insorgenza e della progressione del disturbo. I risultati dello studio sono stati presentati a San Diego (USA), nel corso di ANA 2017: 142nd Annual Meeting of the American Neurological Association.

«Nel complesso, le misure dell’Htt salivare offrono promesse significative come rilevante biomarker non invasivo per la malattia di Huntington e il suo utilizzo potrebbe essere immediatamente implementato sia in applicazioni traslazionali sia di ricerca clinica» ha spiegato il coordinatore dello studio, Jody Corey-Bloom, dell’Università della California a San Diego.

È noto che la malattia di Huntington, patologia neurodegenerativa fatale, è causata da un’espansione ripetuta CAG nel gene che codifica per Htt, rendendo Htt un obiettivo primario negli sforzi in corso per sviluppare terapie.

Un biomarker non invasivo, facilmente accessibile e sicuro
«Senza metodi non invasivi attualmente disponibili per identificare l’Htt, la saliva rappresenta un biomarker potenzialmente ideale e accessibile ed è più sicuro dei test del sangue in termini di rischio per epatite e HIV» ha evidenziato Core-Bloom.

L’équipe di Core-Bloom ha utilizzato il metodo immunoenzimatico ELISA per misurare la proteina Htt nella saliva di 178 individui, compresi i pazienti con malattia di Huntington manifesta, pazienti con geni positivi e malattia di Huntington pre-manifesta e controlli normali abbinati per età e genere.

I risultati hanno mostrato significativi aumenti nei livelli salivari di Htt nei pazienti con malattia di Huntington (media: 0,775 ng/ml) rispetto ai controlli normali (media: 0,359 ng/ml; P = 0,001). Sono state osservate correlazioni significative tra i livelli Htt e varie importanti misure cliniche, inclusa la capacità funzionale totale (P = 0.04), il punteggio motorio (P = 0.02) e il livello di confidenza diagnostica (P = 0.02).

Inoltre, utilizzando diverse combinazioni di anticorpi, si è visto che l’Htt mutante era più elevata nei pazienti geneticamente positivi con malattia pre-manifestazioni di Huntington che nei controlli normali (P = 0.03). Altro aspetto importante: l’Htt salivare totale non variava a seconda dell’ora del giorno o dei giorni differenti della settimana e non esistevano associazioni con l’età o il sesso.

I ricercatori hanno anche valutato vari indicatori di stress e infiammazione. Hanno trovato che la proteina C-reattiva (CRP) era significativamente elevata nei pazienti con malattia pre-manifesta di Huntington (9548 pg /ml) rispetto ai controlli normali (3399 pg/ml). I livelli di CRP nella saliva sono stati associati anche ai punteggi di sintomi motori (P = 0.02) nei pazienti con positivi ai geni.

Dunque «la HTT salivare ed eventualmente altri marker infiammatori offrono promesse significative come rilevanti biomarker non invasivi di insorgenza e progressione della patologia nella malattia di Huntington» concludono gli autori.

Gli aspetti che devono essere ancora chiariti
Corey-Bloom e colleghi hanno comunque spiegato che l’aumento della proteina Htt salivare totale può riflettere una maggiore espressione della proteina Htt mutata o wild-type, «ma avremo bisogno di ulteriori studi di follow-up per misurare specificatamente le forme mutate e i diversi prodotti di scissione dell’Htt, allo scopo di far luce su questo problema».

Gli studi futuri dovranno inoltre determinare come i livelli di Htt nella saliva correlino con quelli di altre misure, aggiungono «Abbiamo dimostrato che la proteina Htt può essere rilevata nella saliva e che l’Htt salivare può essere misurata in modo riproducibile usando l’ELISA. Però» hanno spiegato «non sappiamo ancora come i livelli di Htt salivare siano confrontabili con quello che si verifica nel sangue e nel liquido cerebrospinale. Sarà molto importante capire queste relazioni».

La capacità di individuare l’insorgenza della malattia di Huntington offre molti vantaggi essenziali, hanno dichiarato Corey-Bloom e colleghi. «C’è una grande necessità di identificare biomarcatori accessibili per la malattia di Huntington che potrebbero essere utilizzati per anticipare l’insorgenza di sintomi di malattia, monitorarne la progressione, stratificare i pazienti per studi clinici e valutare le potenziali terapie».

link: https://www.pharmastar.it/news/neuro/huntington-test-salivare-rivela-marker-di-malattia-prima-dellesordio-potenziali-usi-clinici-importanti-25141

Riferimento:
ANA 2017: 142nd Annual Meeting of the American Neurological Association. Abstract MS262. October 2017.

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